Gente di Mare

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skipperlucasanti.blogspot.com

sabato 25 luglio 2009

Il motore

I velisti lo considerano come un optional da usare solo nelle manovre in porto, per i motoscafi è il solo modo per muoversi. Il motore ha una caratteristica fondamentale: quando serve, deve funzionare!

Sottoporlo a manutenzione ordinaria una volta l’anno, anche se il motore ha lavorato poco, è Il modo migliore per essere sicuri che questo avvenga.

Il primo passo è svuotare il motore dall’olio esausto, dopo averlo fatto girare alcuni minuti per diminuirne la densità. Per lo svuotamento alcuni motori hanno una pompa integrata nella coppa; altri, invece, ne sono sprovvisti e quindi è necessario usare una pompa autocostruita collegata alle batterie con dei morsetti volanti.

Il secondo passo è cambiare i filtri dell’olio e del gasolio. Prima di svitarli deve essere eliminato l’eccesso di liquido rimasto nei contenitori dei filtri, altrimenti ci ritroviamo tutto in sentina. Gli alloggiamenti vanno puliti e, poi, cambiate le guarnizioni prima di rimontare i filtri nuovi.

Il filtro del gasolio, se smontato e rimontato, deve essere spurgato dall’aria per un corretto funzionamento del motore; per fare questo si usa la pompa del circuito di gasolio posta, generalmente, vicino al filtro stesso. Per essere certi di avere spurgato tutta l’aria, possiamo allentare un’apposita valvola di spurgo oppure un raccordo degli iniettori, altrimenti basta ascoltare quando il gasolio ritorna nel serbatoio.

Una cura particolare va rivolta al pre-filtro del gasolio, comunemente conosciuto come filtro “Racor”. Questo è il primo a depurare le impurità, di conseguenza si sporca prima e maggiormente degli altri filtri; in fase di manutenzione è necessario smontare completamente tutto l’apparato del pre-filtro per pulirlo in maniera corretta.

Il filtro dell’aria deve essere cambiato insieme agli altri filtri, ma è abitudine diffusa aspettare che sia ossidato oppure sostituirlo ad anni alterni.

Personalmente non aspetterei due anni… chi è stato in sala macchine, come me, durante la navigazione sa che aria si respira. E’ la stessa che respira il nostro motore, proprio quello su cui facciamo affidamento!



Fig.1) Svuotamento dell'olio esausto con una pompa integrata.



Fig.2) Pulizia degli alloggi dei filtri del gasolio.

http://it.shvoong.com/newspapers/italy/1916884-il-motore/


venerdì 3 luglio 2009

Il regime giuridico del mare.

II semplice gesto di mollare le cime di ormeggio in un porto comporta due tipi di navigazione: una ovvia, con la barca; ed una tacita,amministrativa, con le norme. Alcune di queste norme riguardano la via marittima che è costituita dal mare aperto, dalle acque territoriali, dai porti, dalle rade e dai canali navigabili.

Alla conferenza di Ginevra dell’aprile 1958 furono elaborate e sottoscritte quattro Convenzioni sul regime giuridico del mare, ulteriormente riviste dalla Convenzione di Montego Bay del 10 dicembre 1982. La prima di queste Convenzioni definisce i poteri e i doveri degli Stati sul mare territoriale e sulla zona contigua;

la seconda regola l’uso dell’alto mare da parte di tutti gli Stati e la libertà di navigazione, di pesca, posa cavi, di oleodotti e di sorvolo; la terza disciplina i metodi di pesca e di sfruttamento dell’alto mare; la quarta definisce la figura della piattaforma continentale e il suo esercizio da parte degli Stati sovrani.

Il MARE TERRITORIALE: in base all’articolo 2 del Codice della Navigazione sono soggetti alla sovranità dello Stato i golfi, i seni e le baie le cui coste fanno parte della Repubblica, quando la distanza fra i punti estremi degli stessi non supera le 24 miglia marine; se tale distanza è maggiore si prendono i due punti più foranei distanti fra loro 24 miglia marine.

E’ soggetta alla sovranità dello Stato anche la zona di mare dell’estensione di 12 miglia marine lungo le coste continentali e insulari della Repubblica e lungo le rette congiungenti i punti dei golfi, dei seni e delle baie. Tale estensione si misura dalla linea segnata dalla bassa marea.

La ZONA CONTIGUA è sottoposta al controllo dello stato rivierasco ai fini doganali, fiscali, sanitari, migratori e di tutela delle acque marine da inquinamento e non può estendersi per più di 24 miglia marine dalla linea di base .

La ZONA ECONOMICA ESCLUSIVA dell’estensione di 200 miglia marine, dalla linea di base come sopra specificato, è a favore dello Stato rivierasco. Esso ha poteri sovrani di esplorazione, conservazione e utilizzo delle risorse naturali; può costruire e usare isole artificiali, fare ricerche marine specifiche; deve proteggere e preservare l’ambiente marino.

La PIATTAFORMA CONTINENTALE è quella parte del fondo e del sottosuolo marino che si estende per 200 miglia marine dalla battigia, ed è in stretta connessione con la zona economica esclusiva. I poteri dello Stato rivierasco sulla zona economica esclusiva e sulla piattaforma continentale sono limitati al loro sfruttamento
economico, mentre restano internazionalmente utilizzabili da tutti gli stati per tutte le altre attività.

Al marinaio, l’utente finale, che esce per fare il suo giretto o tuffo quotidiano,poco importa o poco è consapevole di questo lavoro alle sue spalle, ma chi lavora e vive in mare è ben contento di avere una base scritta con regole ben precise.
Che poi vengano rispettate...questo è un'altro discorso!


Seno delle Grazie nel golfo di La Spezia. Linea di base Ischia-Golfo di Napoli-Salerno



Golfo di Follonica. Baia di Portovenere a La Spezia


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