Le barche navigano in acque dolci o salate, fredde o calde, mosse o calme, ed ognuna di loro vuole la sua antivegetativa. Scegliere quella adatta ed orientarsi nel mercato è difficile, riguardiamo insieme alcune regole di base.
Il principio di funzionamento delle antivegetative è noto: esse contengono dei biocidi che si attivano a contatto con l'acqua, impedendo ai microrganismi di attecchire alla carena e formare pericolose colonie che comprometterebbero il naturale scivolamento della barca.
Le prime antivegetative contenevano piombo (molto tossico) come biocida, poi stagno e rame con un impatto ambientale minore; seguendo questa filosofia l'industria chimica è arrivata a produrre nuove pitture antivegetative esenti da biocidi. Esse funzionano grazie alla presenza di silicone o teflon che crea una bassa tensione superficiale dello strato di pittura a contatto con l'acqua, la carena è così liscia ed elastica e si pulisce con il semplice movimento della barca. Questo tipo d’antivegetativa ecologica, poiché esente da rame, è adatto non solo per barche in alluminio e barche che risiedono in acque agitate ma anche per scafi performanti sia a vela che a motore.
Tra le antivegetative tradizionali si possono distinguere:
2) a matrice dura: adatte a barche veloci o che trascorrano lunghi periodi in acqua, in virtù della maggiore concentrazione di biocida e della maggiore durezza della pittura.
1) a matrice morbida, o a rilascio controllato, indicate per imbarcazioni lente o che trascorrano brevi periodi in acqua, poiché il rilascio controllato di biocida ne comporta il veloce esaurimento.
3) a matrice ultra dura che sono usate esclusivamente per eliche ed assi, poiché sopportano l'elevata velocità di rotazione.
Una volta scelta l'antivegetativa giusta, la carena deve essere carteggiata:
1) lievemente quando ha subito pochi cicli di pittura, e poi verniciata con la pittura precedente; 2) a fondo quando ha già diversi strati di pittura, oppure è cambiato il tipo di vernice.
Se il supporto (gel-coat della carena o l'acciaio di assi ed eliche) è nuovo o riportato a nuovo, si deve prima stendere una mano di aggrappante che vi aderisca e sia compatibile con l'antivegetativa.
In buona sostanza ogni antivegetativa ha le sue caratteristiche, sta a noi valutare in base alla nostra esperienza ed a qualche consiglio ascoltato qua e là.
Fig.1 Asportazione totale dell'antivegetativa.
Fig.2 Fondo al clorocaucciù.


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